Guide · Fisco ·

Saldo e acconto imposte 2026.

Nel 2026 le date sono tre, non una: il 30 giugno per i contribuenti ordinari, il 20 luglio per ISA, forfettari e minimi (20 agosto con la maggiorazione), il 30 novembre per il secondo acconto. Questa guida risponde a due domande e si ferma lì: quale data vale per quale cliente, e quanto si versa scegliendo fra metodo storico e previsionale. Per le singole imposte e per la rateizzazione ci sono le guide dedicate.

Le date e le percentuali di acconto possono essere modificate ogni anno da proroghe e disposizioni specifiche. Per il 2026 c'è già un punto fermo: per soggetti ISA, forfettari, minimi e soggetti collegati la proroga estiva sposta il termine senza maggiorazione dal 30 giugno al 20 luglio 2026, con finestra fino al 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,80%. Qui descriviamo il meccanismo ordinario e i riferimenti 2026, distinguendo la platea prorogata da quella che resta sul calendario standard.

Saldo e acconto: cosa si versa, davvero

Ogni anno, sulla stessa scadenza, convivono due cose diverse:

L'acconto, a sua volta, si divide di regola in due rate: il primo acconto (insieme al saldo, a giugno/luglio) e il secondo acconto (a novembre). Quando l'importo complessivo dell'acconto è sotto una soglia minima, si versa in un'unica soluzione a novembre.

Le scadenze 2026

ScadenzaData 2026Cosa si versa
Saldo + I acconto (IRES/IRAP "solari") 16 giugno 2026 Società di capitali con esercizio coincidente con l'anno solare
Saldo + I acconto (PF, SP e altri contribuenti non prorogati) 30 giugno 2026 IRPEF, cedolare secca, IVAFE, IVIE, IRAP professionisti/ditte e altre imposte da dichiarazione per chi non rientra nella proroga ISA 2026
Versamento con maggiorazione 0,40% 30 luglio 2026 Slittamento facoltativo per i contribuenti non prorogati
Saldo + I acconto (ISA, forfettari, minimi e soggetti collegati) 20 luglio 2026 Versamenti prorogati dall'art. 6 del D.L. 89/2026 senza alcuna maggiorazione
Versamento proroga ISA con maggiorazione 0,80% 20 agosto 2026 Finestra successiva di 30 giorni per la platea prorogata
II acconto 30 novembre 2026 Secondo o unico acconto di tutte le imposte sopra, più contributi INPS sull'eccedenza

Nota operativa

Nel 2026 il nodo operativo non è solo il 30 giugno: per i contribuenti prorogati la vera data chiave è il 20 luglio, con possibile scivolamento al 20 agosto con maggiorazione dello 0,80%. Su queste finestre confluiscono, oltre a IRPEF e sostitutiva, anche IVAFE, IVIE e i contributi INPS eccedenti il minimale.

Su queste stesse date confluiscono IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva dei forfettari, cedolare secca, IVAFE e IVIE, più i contributi INPS sull'eccedenza. Il meccanismo di saldo e acconto — quello che spiega questa guida — è lo stesso per tutte. Quanto si paga, invece, dipende dall'imposta: per aliquote, base imponibile e regole proprie di ciascuna ci sono le guide dedicate a IRPEF, IRES, IRAP, regime forfettario (con i suoi acconti) e cedolare secca.

Metodo storico o metodo previsionale

Il punto in cui il commercialista crea valore è la scelta del metodo di calcolo dell'acconto. Esistono due strade:

Metodo storicoMetodo previsionale
Base di calcoloImposta dell'anno precedente (rigo "differenza")Imposta stimata per l'anno in corso
Quando convieneReddito stabile o in crescitaReddito in calo rispetto all'anno prima
RischioNessuna sanzione, ma si può anticipare più del dovutoSe la stima è troppo bassa: sanzioni e interessi sul minor versato

Il metodo previsionale è uno strumento di pianificazione della cassa del cliente: se l'anno in corso va peggio, evita di immobilizzare liquidità in un acconto sovradimensionato. Ma è una scommessa: una previsione troppo ottimistica si paga con sanzioni. Va usato con prudenza e con dati alla mano.

Come si calcola l'acconto IRPEF 2026

La base di calcolo è il rigo «differenza» della dichiarazione dell'anno precedente (rigo RN per l'IRPEF): è l'imposta effettivamente dovuta, su cui si applica la percentuale di acconto. Con il metodo storico l'acconto complessivo è pari, in linea generale, al 100% di quel rigo, ripartito tra prima e seconda rata:

SoggettoPrimo acconto (giugno)Secondo acconto (30 nov)
Non ISA (la maggior parte)40%60%
Soggetti ISA e forfettari50%50%

Le soglie minime da tenere a mente:

Esempio di calcolo

Rigo differenza IRPEF 2025 = 4.000 €. Acconto 2026 (storico, 100%) = 4.000 €. Per un soggetto non ISA: primo acconto 1.600 € (40%) al 30 giugno insieme al saldo, secondo acconto 2.400 € (60%) al 30 novembre. Per un soggetto ISA o forfettario, invece, nel 2026 la prima finestra di versamento cade il 20 luglio e la seconda resta al 30 novembre. La meccanica è la stessa anche per IRES e IRAP, che cambiano però la base di calcolo e — per le società «solari» — la data del primo versamento.

Alcune avvertenze prima di chiudere il calcolo:

Strumento gratuito

Calcolatore acconto IRPEF/IRES 2026

Inserisci l'imposta dell'anno precedente — il rigo «differenza» della dichiarazione — e ottieni il piano completo dei versamenti, con date e maggiorazione.

Inserisci un importo per vedere il piano dei versamenti.

Se la scadenza salta: quanto costa e come si rimedia

Un versamento mancato o insufficiente è un omesso o carente versamento, e la sanzione ordinaria è del 25% dell'imposta non versata. Non è però quasi mai quello che si paga davvero: se si rimedia spontaneamente, prima che arrivi la contestazione, il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997) riduce la sanzione a una frazione, tanto più piccola quanto prima si interviene.

Agli importi si aggiungono sempre gli interessi legali, calcolati giorno per giorno. Il conto esatto, con le frazioni aggiornate e la compilazione dell'F24, sta nella guida al ravvedimento operoso 2026.

Prima ancora del rimedio c'è però la prevenzione: saldo e primo acconto si possono versare a rate mensili con interessi, e per un cliente con cassa tesa è spesso la mossa che evita del tutto il salto. Quante rate, interessi e compilazione del campo rateazione stanno nella guida alla rateizzazione delle imposte 2026; il secondo acconto di novembre, di norma, non è rateizzabile.

Gli errori da evitare

  1. Trattare l'acconto come un dato e non come una scelta: applicare sempre il metodo storico anche quando il cliente sta avendo un anno difficile significa immobilizzargli cassa inutilmente.
  2. Sottostimare con il previsionale: una previsione troppo aggressiva trasforma il risparmio in sanzioni.
  3. Dimenticare il secondo acconto di novembre: è la scadenza "silenziosa", senza il traino del saldo, ed è quella che più spesso sfugge.
  4. Ignorare IVAFE e IVIE: per i clienti con attività o immobili all'estero queste voci seguono le stesse scadenze e vanno conteggiate.
  5. Non coordinare imposte e contributi: sulla stessa data convivono versamenti fiscali e previdenziali (vedi i contributi INPS).

Come gestire saldo e acconti in studio

La campagna dichiarativa concentra in poche settimane il calcolo di saldo e acconti per l'intero portafoglio clienti. Il rischio non è sbagliare il singolo calcolo, ma arrivare lunghi sulle date e non avere il tempo di valutare, cliente per cliente, se conviene il previsionale o la rateizzazione.

Optlyx Prisma tiene insieme le due metà del problema: lo scadenziario deriva dal profilo di ogni cliente le scadenze del 16 giugno, del 30 giugno / 20 luglio / 20 agosto e del 30 novembre, con gli slittamenti già calcolati; la gestione documentale e l'archiviazione AI tengono ordinati i dati (deleghe F24, ricevute, quadri della dichiarazione) così che, al momento del versamento, ogni cliente sia pronto. Per il quadro completo dell'anno vedi la guida alle scadenze fiscali 2026.

Checklist saldo e acconto

  1. Hai distinto, per ogni cliente, saldo (anno precedente) e acconto (anno in corso)?
  2. Hai valutato metodo storico vs previsionale per chi prevede un reddito in calo?
  3. Le scadenze di 16 giugno, 30 giugno / 20 luglio / 20 agosto e 30 novembre sono a calendario per tutto il portafoglio?
  4. Hai distinto l'opzione +0,40% del binario ordinario da quella +0,80% della proroga ISA 2026, oltre alla rateizzazione?
  5. Hai conteggiato anche IVAFE, IVIE e i contributi INPS sull'eccedenza?
  6. Hai un piano per il secondo acconto di novembre, verificando le disposizioni specifiche dell'anno?

Conclusione

Saldo e acconto non sono un adempimento meccanico: sono il momento in cui lo studio può fare vera consulenza. Scegliere il metodo di calcolo giusto, proporre la rateizzazione quando serve, anticipare il secondo acconto di novembre prima che diventi un'emergenza — sono decisioni che incidono sulla cassa del cliente e sulla qualità percepita dello studio.

Perché ci sia spazio per la consulenza, però, l'operatività deve filare liscia: scadenze derivate dal cliente, dati già in ordine, niente versamenti dimenticati. È quando il calcolo smette di essere una corsa contro il calendario che il commercialista torna a fare il consulente.

Arriva pronto a giugno, luglio e novembre.

Demo guidata: come Optlyx Prisma deriva le scadenze di saldo e acconto dal profilo di ogni cliente e tiene i dati in ordine per tutta la campagna dichiarativa.

Prenota demo

Domande frequenti su saldo e acconto imposte 2026

Quando si versa il saldo e il primo acconto delle imposte 2026?

Per i soggetti ISA, i forfettari, i minimi e i soggetti collegati alla proroga 2026, saldo e primo acconto si versano entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure entro il 20 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,80%. Per i contribuenti non prorogati resta il riferimento del 30 giugno, con facoltà di versare entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Per i soggetti IRES "solari" il termine è il 16 giugno.

Quando si paga il secondo acconto delle imposte nel 2026?

Il secondo (o unico) acconto si versa entro il 30 novembre 2026 e riguarda IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva dei forfettari, cedolare secca, IVAFE e IVIE, oltre ai contributi INPS sull'eccedenza. Se il 30 novembre cade di festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Qual è la differenza tra metodo storico e metodo previsionale per l'acconto?

Con il metodo storico l'acconto si calcola applicando una percentuale all'imposta dell'anno precedente. Con il metodo previsionale si commisura all'imposta stimata per l'anno in corso: conviene quando si prevede un reddito inferiore, ma se la stima è troppo bassa si applicano sanzioni e interessi sulla parte versata in meno.

Come si dividono primo e secondo acconto?

L'acconto si versa di norma in due rate: il primo insieme al saldo (giugno/luglio con maggiorazione) e il secondo entro il 30 novembre. Sotto una soglia minima si versa in unica soluzione a novembre. Le percentuali di ripartizione possono variare per i soggetti ISA e per disposizioni annuali.

Quando si paga l'acconto IRPEF 2026?

Per i contribuenti non prorogati, il primo acconto IRPEF si versa insieme al saldo entro il 30 giugno 2026, oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Per i soggetti ISA, i forfettari, i minimi e i soggetti collegati alla proroga 2026 il termine senza maggiorazione è il 20 luglio 2026 e quello con maggiorazione dello 0,80% è il 20 agosto 2026. Il secondo acconto resta al 30 novembre 2026.

Come si calcola l'acconto IRPEF 2026?

Con il metodo storico l'acconto è pari al 100% del rigo «differenza» della dichiarazione dell'anno precedente. Per i soggetti non ISA si ripartisce in 40% di primo acconto (giugno) e 60% di secondo acconto (novembre); per i soggetti ISA e i forfettari la ripartizione è 50% e 50%. L'acconto non è dovuto se il rigo differenza non supera 51,65 euro.

Cosa succede se non si versa il saldo o l'acconto entro la scadenza?

L'omesso o carente versamento comporta una sanzione ordinaria del 25% dell'imposta non versata, più gli interessi legali. Se ci si ravvede spontaneamente prima della contestazione, la sanzione si riduce a una frazione crescente nel tempo: 1/10 ulteriormente ridotto di 1/15 al giorno entro 14 giorni, 1/10 fino al 30° giorno, 1/9 fino al 90°, 1/8 entro la dichiarazione dell'anno della violazione.

Prospetto gratuito

Prospetto Saldo e Acconto 2026 — il foglio Excel con i calcoli

Inserisci imposta a saldo e acconto: il foglio calcola da solo 1° e 2° acconto, il versamento del 30/06 o del 20/07 per i soggetti prorogati, le varianti +0,40% / +0,80% e il 2° acconto al 30/11 — cliente per cliente, con scadenze e rateizzazione.

Niente spam. Solo risorse utili per lo studio. Iscrivendoti accetti la privacy policy.

Vuoi un parere concreto sul tuo studio? Richiedi un audit gratuito →

Prisma lavora fuori dal gestionale·Clerk lavora dentro quello che usi già

Vuoi vedere come funziona sul tuo studio?

Trenta minuti con una persona, sui documenti e sui clienti che hai davvero. Nessun impegno.

Prenota una demo

Ask AI

Chiedi all'AI di Optlyx

Apri ChatGPT, Claude, Perplexity, Google Search (AI Mode) o Grok con un prompt già pronto su questa pagina.